E SE UNA MATTINA, LA NOSTRA COSCIENZA…

 

    Se una mattina la nostra coscienza, sotto forma di una bella ragazza, bussasse alla porta di casa, come ci comporteremmo? La faremmo accomodare con educazione - ed un pizzico di civetteria - oppure le chiuderemmo la porta in faccia come si fa con certi venditori “molesti”?

    Riccardo e Federico sono due amici che condividono sogni e progetti del loro quotidiano. Una mattina, vengono svegliati dall’annuncio radiofonico di una grande “campagna di purificazione” in atto nel Paese. Ogni cittadino deve, disciplinatamente, rispondere alle domande della propria “avvenente” coscienza, e solo dopo può uscire di casa e recarsi al lavoro. Sembra l’inizio di un Colpo di Stato, di un vero e proprio Golpe, ma la stessa realtà può superare l’immaginazione. Sotto il guanto di velluto di tante “hostess dell’anima”, uomini e donne iniziano ad ammettere peccati e bassezze, si assumono la responsabilità in pubblico delle abitudini e degli “attaccamenti” più fantasiosi. Dal cantare a squarciagola durante gli amplessi, al collezionare penne di valore da regalare alle proprie amanti, ognuno è costretto ad ammettere colpe abilmente “rimosse” grazie ai tanti alibi che ci diamo ogni giorno….
Il malcapitato cittadino “intervistato” deve fare in fretta, altrimenti un automa con le sue stesse sembianze viene messo in circolazione a riparare i tanti guasti commessi: fare regali costosissimi a mogli trascurate, troncare relazioni extra, autodenunciarsi per piccole illegalità commesse (“tanto, lo fanno tutti…” )

   Laura Canestrari ed io ci siamo voluti divertire a raccontare la debolezza di ogni essere umano di fronte ai propri vizi, l’assurdità che questi assumono una volta sviscerati…. Naturalmente, da parte nostra, non c’è stata una pretesa “moralistica” o “moralizzatrice”, ma soltanto un invito a ridere un po’ più spesso delle nostre debolezze, ammettendole in semplicità. Già questo basterebbe di per sé …. Il finale , del resto , riporta il nostro mondo a tutta la sua evanescente vacuità , fatta di slogan, sogni di plastica e miraggi di benessere. I “peccaminosi” usciranno di sala tranquilli.

                                                                Massimiliano Milesi