Basato su di un mix drammaturgico che coinvolge Boris Vian (il costruttore di imperi) come Werner Waas (Sterminio), lo spettacolo è un lavoro di ricerca sulla progressione dei moduli e sulla serialità del quotidiano. Tre fiction a tre piani dello stesso condominio:un ufficio e due impiegati al primo, una famiglia borghese al secondo, la “matta del condominio all’ultimo” e un esterno caotico indecifrabile in eterna sommossa. Una deflagrazione improvvisa irrompe nella tensione nervosa già compromessa dei due impiegati, scatena le loro fobie personali e la fuga al piano superiore. Qui la scena si ripete incastrata con quella della famiglia borghese, identica e modulare, ma in uno spazio più ristretto. Ancora un boato “conato del teatro-mondo” spinge tutti costoro - sempre per il meccanismo personale dei rimorsi e delle fobie (per il padre di famiglia la “rivoluzione” sognata da giovane, secondo l’impiegato un attentato del proprietario dell’azienda per riscuotere l’assicurazione, per la madre gli extracomunitari terroristi islamici) - ad evacuare a loro volta al terzo piano ove ancora una volta il tutto si ripete meccanicamente, con il diagramma dei movimenti della matta in uno spazio ancora più ristretto dove sempre più si accumulano le persone, fino all’esplosione e alla fuga a cielo aperto-attico, una proiezione onirica e fluttuante nel vuoto. La scena finale è la sublimazione, i personaggi galleggiano nel vuoto, anche i loro oggetti chiave galleggiano con loro, sospesi spazzati dall’onda d’urto delle proprie paure, piccolezze, recinti mentali infranti. L’abitudine non li ha salvati, le loro certezze non li hanno salvati. Volare è una non scena, un “aldilà dal teatro”, un non tempo che somiglia all’inizio di ogni cosa... la gloriosa e festosa scesa del niente

 

Massimiliano Caprara autore e regista ( “Bianca Snow” prod. Parioli, “Cecchini” prod. Teatro Vittoria ecc..) continua una sperimentazione a tutto campo iniziata in Spagna (Madrid Teatro T.1.B.) con il suo Rojo con Brio vincitore del Foc­feria Festival di Valencia; in collaborazione con la compagnia “Enter” diretta da Luca Milesi, reduce dalla IX° Edizione del Premio Salvo Randone: una compagnia giovane e affiatata che vanta al suo attivo già numerose collaborazioni con registi italiani e stranieri